il rapporto tra medico e paziente si basa sulla fiducia, fiducia cieca;
nessuno valuta la qualificazione professionale, qualsiasi chirurgo puo' dire al paziente di poterlo operare al polmone anche senza essere qualificato per farlo e quindi farlo;
il principio su cui si basa questo comportamento e' :
"Ogni essere umano e' libero di scegliersi il proprio curante-chirurgo e di conseguenza di correre eventuali rischi. Alcuni eventi post-operatori non soddisfacenti , su richiesta dell'interessato, possono attivare indagini interne o della magistratura, che potrebbero permettere di risolvere alcuni aspetti critici."
Attualmente ogni sforzo e' orientato a perfezionare l'organizzazione per "prevenire" - "contrastare" gli errori medici (il rischio clinico, si alzano muri per evitare l'errore medico) ma nessuno si preoccupa della qualificazione professionale;
l'anello debole del "rischio clinico" e' la qualificazione professionale!
In caso di denuncia si valuta quello che e' stato fatto a prescindere dalla qualificazione professionale, si dovrebbe introdurre qualche correttivo del tipo:
-quali interventi chirurgici sono autorizzati in un certo ospedale?
-quali interventi chirurgici sono autorizzati a "quel chirurgo" in "quella struttura" ?
Questo si chiama avere la licenza di ...... per fare .......................,
non e' fantasia, esiste negli Stati Uniti ( the American Board of Surgery ) dove ogni 5 anni il chirurgo deve rinnovare, con un esame, la licenza per poter continuare a fare quegli interventi chirurgici previsti dalla licenza!!!!!
Bisognerebbe che la politica cominciasse a definire quali sono i limiti di prestazioni dei singoli Ospedali per garantire i cittadini sul risultato o quanto meno definire le garanzie delle prestazioni
professionali, attualmente tutti possono fare tutto!!!!
.............
nessuno valuta la qualificazione professionale, qualsiasi chirurgo puo' dire al paziente di poterlo operare al polmone anche senza essere qualificato per farlo e quindi farlo;
il principio su cui si basa questo comportamento e' :
"Ogni essere umano e' libero di scegliersi il proprio curante-chirurgo e di conseguenza di correre eventuali rischi. Alcuni eventi post-operatori non soddisfacenti , su richiesta dell'interessato, possono attivare indagini interne o della magistratura, che potrebbero permettere di risolvere alcuni aspetti critici."
Attualmente ogni sforzo e' orientato a perfezionare l'organizzazione per "prevenire" - "contrastare" gli errori medici (il rischio clinico, si alzano muri per evitare l'errore medico) ma nessuno si preoccupa della qualificazione professionale;
l'anello debole del "rischio clinico" e' la qualificazione professionale!
In caso di denuncia si valuta quello che e' stato fatto a prescindere dalla qualificazione professionale, si dovrebbe introdurre qualche correttivo del tipo:
-quali interventi chirurgici sono autorizzati in un certo ospedale?
-quali interventi chirurgici sono autorizzati a "quel chirurgo" in "quella struttura" ?
Questo si chiama avere la licenza di ...... per fare .......................,
non e' fantasia, esiste negli Stati Uniti ( the American Board of Surgery ) dove ogni 5 anni il chirurgo deve rinnovare, con un esame, la licenza per poter continuare a fare quegli interventi chirurgici previsti dalla licenza!!!!!
Bisognerebbe che la politica cominciasse a definire quali sono i limiti di prestazioni dei singoli Ospedali per garantire i cittadini sul risultato o quanto meno definire le garanzie delle prestazioni
professionali, attualmente tutti possono fare tutto!!!!
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